Nov 28, 2009 - ESEGESI    No Comments

salmo responsoriale

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“RIFLESSIONI SULLE LETTURE

DELLA LITURGIA Domenicale “

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 V Domenica di Quaresima

(Anno C)

SALMO

In attesa di collegamento!!!

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SALMO 33

Gustate e vedete com’è buono il Signore.

 PRIMA PARTE

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  SECONDA PARTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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III Domenica di Quaresima

(Anno C)

SALMO 102

PRIMA PARTE



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SECONDA PARTE

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II Domenica di Quaresima
(Anno C)
SALMO 26
PRIMA PARTE
 

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 SECONDA PARTE

 

 ————————————————– ————————————————– —

 TERZA PARTE

 

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 I Domenica di Quaresima

(ANNO C)

21 Febbraio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

E

Salmo responsoriale

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Dt 26,4-10
Professione di fede del Popolo Eletto.

  

 

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Salmo 90

Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.

 

 

 

 

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 VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(ANNO C)

14 Febbraio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Ger 17,5-8
“Maledetto chi confida nell’uomo;

Benedetto chi confida nel Signore. “

E

Salmo responsoriale

Sal 1

“Beato l’uomo che confida nel Signore.

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PRIMA PARTE

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 SECONDA PARTE

 

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TERZA PARTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(ANNO C)

7 Febbraio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Salmo responsoriale

 

Sal 137

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V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 (ANNO C)

7 Febbraio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Dal libro del Profeta Isaia

È 6,1 – 2,3-8

Eccomi, manda me!

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 IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(ANNO C)

31 Gennaio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Dal libro del Profeta Geremia

Ger 1,4-5.17-19
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.

 

 

 

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 III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(ANNO C)

24 Gennaio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Dal libro di Neemia

Ne 8,2-4.5-6.8-10


Leggevano Il libro della legge

E ne spiegavano il senso.

 

 

 

 

 

 

 II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(ANNO C)

 17 Gennaio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Is 62,1-5
GIOIRA lo sposo per la sposa.

 

 

 

 

 

 

 

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BATTESIMO DEL SIGNORE

(ANNO C)

 10 Gennaio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

È 40,1-5.9-11
Si rivelerà la gloria del Signore

E tutti gli uomini la vedranno.

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 PRIMA PARTE

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SECONDA PARTE

 

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TERZA PARTE

 

 

 

 

 

 

 

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Commento al Vangelo della

II Domenica Dopo Natale

a cura di

di P. Carlo Serri Francescano

 

 

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SANTA FAMIGLIA DI GESÙ,

MARIA E GIUSEPPE (ANNO C)

27 Dicembre 2009

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Dal primo libro di Samuele

(1Sam 1: 20 – 22, 24 – 28)

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IV Domenica del Tempo di Avvento

20 Dicembre 2009

 COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

(Mi 5: 2 – 5)

 

Dal libro del profeta Michéa


 

Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Efrata,
così piccola per Essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscira per me colui Che DEVE Essere il dominatore in Israele;
Le sue origini sono Dall’antichità,
dai giorni più remoti.


Percio Dio li mettera in potere fino a quando, Altrui partorirà colei Che DEVE partorire, e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.


Egli si Levera e pascerà con la forza del Signore,
Con la maestà del nome del Signore, suo Dio.


Abiteranno sicuri, Perché Egli allora Sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace! ».


 

 

Così dice il Signore:


1 — «E tu, Betlemme di Efrata,
così piccola per Essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscira per me colui Che DEVE Essere il dominatore in Israele;
Le sue origini sono Dall’antichità,
dai giorni più remoti.

 

Con questa IV Domenica ha Termine Il Periodo di Avvento Che prepara il Natale, la Celebrazione CUI Ormai è imminente.


Il ciclo “C” della Celebrazione liturgica domenicale, Che si è aperto appunto con questo ci ha Preparati a rivivere, Avvento il grande mistero della Incarnazione del Figlio di Dio. Egli è entrato Nella Vita e Nella Storia dell’Umanità svelando in modo definitivo, in assoluto, l’Amore di Dio per noi, portando così uno compimento il disegno divino della Redenzione dell’uomo.


La Liturgia della Parola di questa domenica, ha come protagonista Maria Che porta in grembo il Verbo Incarnato E che è prossima al parto.


Nella liturgia della Parola di questo Periodo Vengono riproposti i testi profetici, Soprattutto di Isaia. Michéa, DA CUI è Tratta la prima lettura, nacque in Mreset-Gat, una città di Giuda. Visse Sotto il regni di Ezechiele.

Michéa, contemporaneo di Isaia (circa del 750 aC) dice Che il popolo di Israele diventerà di Dio: questo accadrà in Cristo Gesù, Quando la Vergine partorirà.

Quando il profeta Modesto Giunse a corte, si incontro con Isaia, dal Quale Sembra abbia ricevuto un influsso letterario, sebbene Conservo sempre Il suo personale stile.

Michéa attacco Soprattutto i potenti Che abusano del povero per rubare opprimere e, i giudici corrotti, ma anche comporre magnifici Poemi di salvezza, tra CUI Spicca la profezia su Betlemme.

Sono parole cariche di promessa, di Consolazione, di fiducia ad un popolo in quel momento provato dall’esilio, dall’abbandono, Dalla Desolazione per la distruzione di Gerusalemme, la città santa, el’annientamento della propria identità come popolo di Dio.

Per Israele è un momento di depressione e sfiducia.

Il Popolo è così Invitato all’attesa “del giorno del Signore”, nel Quale Dio si manifesterà ancora una volta, Vengono nell’esodo dall’Egitto, Liberatore e Salvatore.

Una venuta con caratteristiche nuove, in tonalità non solo escatologiche, ma messianiche: il servo del Signore compirà le promesse e le attese.

Epoca un Inaugurerà ‘  Di e di salvezza anche per tutti, Pace i Popoli

Il Messia atteso nascerà uno piccolo villaggio di Giuda e Fara in modo Che gli uomini Passano vivere ritmo NELLA: Egli sarà la nostra pace, Betlemme.

«Sarà Egli stesso la pace» (Mi 5,4).

Il Profeta Michéa vede pronta uno Ricevere, Betlemme il Giusto, dalle sue viscere germinare colui Che DEVE Essere il vero Re e Pastore di Israele.

La I Lettura infatti è Tratta dalle Profezie di Michéa, Che venire il profeta Amos e voce di Dio, il Quale Fortemente e minacciosamente denunzia la giustizia calpestata dai capi di Giuda.

 

Su questo fosco scenario Però c’è all’orizzonte una luce di speranza: Viene da Betlemme, la città di David al Quale Dio Aveva promesso un trono Dalla durata eterna.

Ma Betlemme Ormai è un piccolo Soltanto, Sperduto villaggio di pastori.

Perchè Betlemme? Secondo la profezia di Michéa, ma anche di Isaia Cap.11 e di altri profeti, il Cristo nascerà dal Virgulto di Jesse, cioè da Davide, ed è bene ricordare Che la città di Davide non è Gerusalemme, ma Betlemme.

Tant’è Che a causa Evangelisti Loro iniziano il Vangelo con la genealogia di Gesù riprendendo tradizioni storiche dell’Antico Testamento, da Abramo A CUI SI ARRIVA UNO Gesù Tramite Davide, e ad un certo punto le prime comunità sentirono il dovere di Rendere pubblico per I posteri Che la città di nascita Fosse Betlemme.

“Ma Dio ha scelto Ciò che nel mondo è stolto per confondere i Sapienti, Dio ha scelto Ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto Ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e Ciò che è nulla per Ridurre a nulla Le cose che sono. “(1 Cor 26-28)

Con queste parole Paolo segna la differenza fra “La Sapienza”, secondo gli uomini e “La Sapienza” secondo Dio, sottolineando Che il sottile ragionatore di questo mondo è cosa Vana, perchè nulla è l’altezzosità con CUI L’uomo suole giudicare, soppesare, SCEGLIERE E AGIRE in questo mondo.

Dio infatti prescinde dalle nostre prediligendo Aspettative Quello che il mondo reputa “impensabile”, “assurdo”, “ignobile”, come ad esempio Che una cittadina Sperduta del regno di Giuda come Betlemme, comunemente ritenuto piccolo centro di alcuna Importanza per l’intero Paese , senza alcuna rilevanza politica commerciale e, Possa diventare il luogo dell’incarnazione di Dio!

Come sarà osservato più tardi nel Vangelo di Giovanni, era impensabile Che un profeta potesse sorgere Dalla Galilea (Nazareth Gv 7, 52) e adesso anche nel caso di Betlemme VENIVA RILEVATO Che si trattasse di un minuscolo capoluogo senza Possibilità di RIVALSA sul sociale; ebbene Il Profeta Michéa (I Lettura) preannuncia Che il Salvatore, proverrà proprio da lì, desolata cittadina da Genio e dimenticata dal mondo, appunto Perché Dio sceglie Quello che nel mondo è semplice per confondere i Sapienti, rendendosi semplice e insignificante Egli stesso per esaltare gli Uomini e arricchirli della sua Povertà.

 

Eppure il profeta uno nome di Dio, fedele alla sua parola, Annunziata Che da quell’oscuro Villaggio “uscira il Colui Che DEVE Essere Dominatore in Israele, le sue origini sono Dall’antichità, dai giorni più remoti (biblico modo per dire l ‘ Eternità) ….

 

La compatibilità DELL’ASSURDO umano con l’amore di Dio …

Egli si Levera e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del Suo Nome del Signore Dio “.


Potrebbe essere non più eclatante e sconvolgente questa misteriosa grandezza divina e la insignificante piccolezza di Betlemme!

 

E ‘il caso di ricordare Che proprio in questo contrasto tra l’onnipotenza dell’azione di Dio e la Povertà Radicale e piccolezza umana, consisté Quella Che Possiamo Chiamare “La struttura” portante della economia di salvezza del nostro Dio, come emerge da tutte Le tappe della Storia della Salvezza, Antico e Nuovo Testamento.

 

“La mia Potenza ha Bisogno della debolezza”, ha detto il Signore UNO Paolo (2 Cor 12,9).

 

L’avvenimento di Betlemme, Che celebreremo Tra pochi giorni, ne è il momento culminante.

 

 

2 – Percio Dio li mettera in potere Altrui,
Fino a quando partorirà colei Che DEVE partorire;
E il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.

 

SALMO 12

 

 

[2]  Fino a quando, Signore, continuerai uno Dimenticarmi?
Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

[3] Fino a quando nell’anima mia proverò affanni,
tristezza nel cuore Ogni momento?
Fino a quando su di me trionferà il nemico?
[4] Guarda, rispondimi, Signore mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi,
Perché non mi sorprenda il sonno della morte,

[5] Perché il mio nemico non dica: “L’ho vinto!”
e non esultino i miei avversari Quando vacillo.

[6] Nella tua misericordia ho confidato.
Gioisca il mio cuore Nella tua salvezza
e canti al Signore, che mi ha beneficato.

“Percio Dio li mettera in potere Altrui,
Fino a quando partorirà colei Che DEVE partorire;

E il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.

Maria, la madre Che Offre Il suo grembo alla Volontà di Dio, dice Il suo sì alla salvezza e per questo, Nonostante il travaglio e le Difficoltà degli eventi, tutte le generazioni la chiameranno beata.

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

Natale è alle porte, celebrarlo è saper dire al Padre, insieme a Cristo: «Ecco, io vengo per fare la tua Volontà».

Il giorno in CUI «partorirà colei Che DEVE partorire» (Mi 5,2), il pastore d’Israele prenderà Possesso del Suo gregge e, vinta Ogni resistenza dei Poteri del male, smascherati i mercenari di turno, L’Ovile ritornerà sicuro EI Pascoli abbondanti fino all’estremità della terra.

La promessa è pronta uno realizzarsi Nella carne del Figlio di Dio, la sua carne Che Supera Qualsiasi sacrificio, e abolisce Che Supera Qualsiasi Olocausto o offerta, è salvezza per gli sconfitti della terra.

Egli infatti dice: «Non hai gradito Né olocausti, nato sacrifici per il peccato. Ecco, io vengo per fare la tua Volontà »(Eb 10,6.9).

La legge è riscritta dal sangue dell’Agnello e dall’offerta del Giusto. «Così Egli abolisce il primo sacrificio per costituire Quello nuovo» (Eb 10,6.9). «Ecco, io vengo», dice Cristo entrando Nella storia, e Vita Nella nostra.

L’attesa dell’Incontro sconvolge di commozione, la corsa del pastore e re d’Israele per scendere nei confini dell’umano è Volontà di riprendersi Ciò che era perduto, Che Coloro Recuperare Erano in balia della morte.

Una corsa per la pace, ultima risposta a chi cerca solo in Dio e non PROPRIE Nelle opere giuste il riscatto e la propria salvezza.

«Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua Volontà».

Vigilanza e attesa dell’ingresso della salvezza NELLA STORIA E così attendere il Natale, E Soprattutto abbandonarsi alla Volontà di Dio.

Accogliere Viene Colui Che una tariffa la Volontà del Padre e accogliere in Lui Quella Stessa Volontà in Cui, solo in essa, celebrato Ogni Natale, Ogni festa vissuta potra dirsi veramente avvenimento di salvezza per Ognuno di noi.

[3] Egli starà là e pascerà con la forza del Signore,
Con la maestà del nome del Signore Dio Suo.

[4] Abiteranno sicuri Perché Egli allora Sarà grande
fino agli estremi confini della terra.

[5] Egli stesso sarà la pace! ».

[6] Il resto di Giacobbe
Sarà, in mezzo uno MOLTI Popoli,
come rugiada mandata dal Signore
E come pioggia sull’erba Che Cade,
Che non Attende nulla dall’uomo
E nulla Spera dai figli dell’uomo.

«Nella tua Volontà, Signore, è la nostra» Il Passo.

Tu sei la nostra pace

Non c’è pace e sicurezza se non Nella Volontà di Dio, se non in Dio

E Sicurezza Re portate dal ritmo e profeta di Israele Che DEVE venire da Betlemme si traducono con la parola ebraica shalom.

LUNO Parola shalom  PACE è una delle parole più “attraenti”.

Il suo Significato ha uno spessore ben più profondo di Quello che emerge Dalla traduzione più comune di “pace”.

“Grande è la pace, Perché tutti i Comandamenti sono scritti in essa”.

LUNO sua iniziale Shin nel Sefer Yetzirà rappresenta l’elemento del Fuoco, depurazione e Che Trasforma.

Per la forma e per il suono la Shin ne ricorda il movimento ascensionale, Che alludono all’anelito dell’Uomo verso Dio

Essa certamente veicola anche il significato di “pace”, ma non nel senso di assenza di Conflitto; connotazione Piuttosto uno Stato o modo di Essere Che PUÒ Essere definito, e mai compiutamente, da diverse accezioni, come: star-bene, felicità, sicurezza , totalità, Condizione di tranquillità, di ordine Pienezza,, perfezione, armonia, Integrità, totalità, compiutezza, interezza.

IOL Radice significato del verbo (dalla shalom) va da “essere intero, Sano, Essere senza danno” (Gn 15, 15, 33,18) o

 “Soddisfazione avere, abbastanza, Essere appagato” (Gb 9,4; 1Re 7,51)

fino a “pagare, indennizzare” (Es 21,33 s.; 1Sam 24,20)

“Adempiere”, “portare a compimento”, “ristabilire” (Gb 8,6) “Costruire, terminare” (1Re 9,25) e

“nominare qualcuno destinatario del pagamento, rappacificare” (GS 10, 1.4; 2Sam 10,19) …

non PUÒ non venire in mente, A questo proposito, il riscatto operato dal Messia …

È Che una espressione comprende solo Quindi una sezione dei tanti significati Veterotestamentari Che abbracciano tutti gli elementi dell’Armonia psico-fisica dell’Uomo in sé, nei contatti con i Suoi simili e Nel suo rapporto con Dio.

Benessere (Gn 37,14),

Prosperità (Is 66,12),

Ti prego, amore (Ct 8,10),

Onesta, rispettabilità (Is 59,8),

Prosperità, sicurezza del diritto (Is 32,17 s.),

un completo e bene complessivo (Gn 41,16; Ger29, 7).

Nella sua forma verbale PUÒ assumere il significato di PAGARE-RIPAGARE, come nell’espressione lebab Shalem , Che significa “Cuore Che paga”, nel senso di cuore riconoscente (al Signore);

oppure il significato di ESSERE COMPLETO, perfetto, come in 1Re 9,25: “Egli (Salomone) completo (Shalam) Il Tempio”.

Vieni sostantivo è usato per descrivere La situazione di CHI HA A sufficienza, CON MISURA TRABOCCANTE, SENZA AVERE NULLA DI MENO DEL MASSIMO.

L’espressione “shalom tariffa” è talvolta sinonimo di “stipulare un Accordo, un Patto”.

Nel Tanach, la scrittura ebraica, ricorre per 250 volte ed è tradotta in Trenta modi Diversi, in aggiunta un ritmo “.

Usata come formula di augurio fin Dall’antichità, nel linguaggio odierno si ritrova come saluto.

Il termine biblico Shalôm descrive una dimensione originaria della vita umana caratterizzata dall’abbondanza e Dalla Pienezza di senso.

Il significato letterale Sembra Comprendere l’idea di PACE-BENEVOLENZA in Opposizione uno Guerra inimicizia e, E quella di BENESSERE-Completezza, con forte accento sui beni materiali, ma anche sull’armonia e la forza del corpo e dell’animo umano.

Nel Salmo 85,11 Shalôm fa coppia con giustizia, per descrivere la Pienezza dei beni messianici: “Misericordia e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno …”.

Il Salmo 22 ne Illustra bene Il significato, anche se confronta Il termine Specifico Shalom: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla … il mio calice trabocca …”.

MOLTI SONO I nomi Propri Che portano la Radice Shalom: Gerusalemme (città della pace), Salomone (la sua ricompensa), Assalonne (mio padre e pace) e molti altri.

I Detti dei Padri esaltano la Pace come la meta più degna delle aspirazioni umane.

“Verità sulla Su tre cose poggia il mondo,, la Giustizia e la Pace” ha detto Simone Ben Gamliele I.

Queste “tre cose” sono in realtà una sola: “se la giustizia Viene attuata, la verità Viene Difesa e regna la Pace”. (Ta’anit IV, 2, 68 bis)

Ama la pace e tendi alla Pace è l’ideale supremo dei Sapienti Secondo la letteratura talmudica.

Nel Talmud la Pace rappresenta il principio giuridico dell’equità.

Shalom è uno dei Nomi di Dio (b Shabbat 10b).

“Il Santo, CHE SIA Benedetto, non Trovo Nel suo mondo Strumento alcuno Che contenesse Benedizioni per Israele, al di fuori della Pace” (M. Ukzin III, 12).

Per questo, incontrandosi, gli Israeliti si salutano con Shalom!

Si augurano scambievolmente la pace si e della Pace Informano del proprio interlocutore (M Berachot II, 1, b 4b).

Analogamente non c’è Benedizione Né importante liturgia della parte (Amidah, Kaddish, Benedizione sacerdotale, Ringraziamento Dopo il pasto) Che non si concluda con l’Invocazione della Pace.

“Colui Che nei luoghi eccelsi stabilisce la Pace, stabilisca la Pace sopra di noi e sopra tutto il Suo popolo”

Con questa preghiera termina la chiusa della preghiera principale (Amidah), recitata tre volte al giorno, si concludono con essa anche il Kaddish.

“Questa Conclusione delle preghiere è anche l’ultima parola della saggezza umana. Ma affinchè SIA L’ultima parola della saggezza, dev’essere l’inizio dell’azione. Di un’azione Che Però non è un fare.” (F. Rosenzweig, Jehuda Halevi, zweiundneunzing Hymnen und Gedichte, 1925, p.184)

Dio fa dono della Pace al Suo popolo Israele (Sl 28,11; Is 26,12) in Virtù dell’Alleanza (Nm 25,). Ma se Israele rompe l’Alleanza Dio gli nega la Che è pronto uno riconcedergli, Pace se Israele si rivolge a Lui (Lv 26)

Poiche Adamo, l’uomo di terra, fu Scacciato Dalla Presenza di Dio, e con lui tutti I suoi discendenti, Avendo peccato per disobbedienza, tutti noi veniamo al mondo in uno Stato di morte spirituale, di separazione da Dio, la conseguenza è CUI l’odio, la divisione presente in noi stessi e nei rapporti con gli altri.

Solo per Amore E quindi per Grazia, Dio ha voluto rimuovere l’Ostacolo, vieni Celebrano i Salmi “Hallel”, e Rendere possibile la Riconciliazione.

Egli si Levera e pascerà con la forza del Signore,
Con la maestà del nome del Signore, suo Dio.

 

Nell’ebraismo, Chiamare qualcuno per nome significa conoscere la realtà del suo essere più profondo, la sua vocazione, la sua missione, Il suo destino.

E come Tenere la sua anima Nella propria mano, Avere potere su di lui.

Per questa ragione, il Nome di Dio, Che indica la sua essenza Stessa, è impronunciabile Considerato Dagli Ebrei.

Solo il Sommo Sacerdote, nel Tempio di Gerusalemme, POTEVA pronunciarlo nel giorno di Kippur (Espiazione), Quando Faceva la triplice confessione dei peccati per sé, per i Sacerdoti e per la comunità.

A questo Riguardo il Talmud dice: “Quando i Sacerdoti e il popolo Che stavano nell’atrio, udivano il nome glorioso e venerato pronunciato Liberamente Dalla bocca del Sommo Sacerdote in santità e purezza, piegavano le ginocchia e si prostravano e cadevano sulla faccia ed Loro esclamavano: Benedetto il Suo Nome glorioso e Sovrano per sempre in eterno ” (Joma, VI, 2).

NElla Bibbia ebraica il Nome è espresso con quattro consonanti: – JHWH, dette “Tetragramma sacro”, citato ben 6.828 volte.

Ma la sua esatta vocalizzazione è oggi sconosciuta.

Nell’alfabeto ebraico le vocali Furono aggiunte in epoca molto tarda Che E bene ricordare ‘(VI-VIII sec. DC).

Quel bimbo, fragilissimo neonato, Nello squallore di una grotta, riparo notturno di un gregge, E il “Dominatore di Israele Che pascerà con la forza del Signore e con la maestà del Suo Nome …. Egli stesso sarà la Pace”!

 

 Re pastore e del Suo Popolo.

 

Nasce al freddo e al gelo, Probabilmente in mezzo alle sterpaglie e alle asperità della terra OSTILE della campagna di Betlemme per POI Essere collocato in una Greppia.


A Betlemme l’assurdo dell’umano diventa compatibile con l’amore onnipotente di Dio Perché Quello che è impensabile per la Terra si concilia con il dettato divino possibile solamente dall’esigenza di amare l’uomo e ricondurlo alla comunione con l’Infinito.

 

L’annuncio della prossima nascita del Dio Bambino in questa domenica ravviva e motiva ulteriormente la nostra gioia dandole sempre più Fondamento e Consistenza.

 

Questo si Realizza IMMEDIATAMENTE Nelle Reazioni di Maria alla visita dell’Angelo: non resta impassibile Né stranita o esterrefatta, ma la Comprensione di Quanto sta per succederle le procura zelo missionario immediata e operosità e creativa per CUI adesso si reca subito ad Ain Karin, Sperduto Villaggio delle montagne di Giuda, affrontando gli imprevisti e le Fatiche del viaggio, uno con Elisabetta condividere la gioia del bambino che ella Stessa preconizza come “il mio Signore”.

 

La Madre, un’oscura fanciulla Che nessuno ha mai notato, lo svelerà il Vangelo, è colei che, insieme con Elisabetta, “Tutte le generazioni proclameranno Beata”, Perché grazie alla sua fede, è divenuta la Madre di Dio!

 

La sua vita era quasi non avvertita da chi le viveva vicino, I suoi compaesani: Dio la teneva gelosamente nascosta agli occhi del mondo, per renderla tutta Sua.

 

E Sarà così con quel ‘piena di grazia, il Signore è con te’.

 

Così la semplicità e la Povertà diventano luoghi in CUI Dio si compiace di coltivare l’Opera più Grande REALIZZARE CHE SIA possibile in una creatura: diventare Madre di Dio, farsi Strumento docile del progetto incredibile di amore del Padre, Che tanto ama il mondo, da affidare al cuore e alle mani di questa creatura, plasmata da Lui stesso, il Suo Figlio; mandarlo tra di noi, come uno di noi, passando per il grembo di una vergine, in modo ineffabile, per opera dello Spirito Santo.


Lontana da lei, Elisabetta, giovane e non più, Avendo Ormai superata l’età di Poter Generare un figlio, Soffriva serenamente la sua Sterilità.

 

Anche lei una donna Che Aveva una grande intimità con Dio, DI CUI SI fidava.

 

Non sapeva Che la sua non era Sterilità, ma l’attesa di diventare ‘madre al tempo giusto’, non per Volontà umana, ma per un disegno e dono di Dio. Sarà madre di Giovanni Battista.


L’incontro delle donne a causa annunci diventa così l’incontro causa di uno ‘dal Cielo’, Che le renderanno protagoniste di promesse divine.


DOVUTA atti di fede si incontrano Nella visita di Maria alla cugina Elisabetta Questi, dove Hanno la conferma Che è proprio vero Quello che Dio ha Annunciato.

Dio entra Nella nostra storia percorrendone tutte le tappe fin Dalla più recondita infanzia, solidarizzando e condividendo le pene e le ansie dell’Uomo e nell’assumere la nostra dimensione terrena non fa ricorso ALCUN uno strumenti di natura grandiosa, sconvolgente e altisonante, non si preoccupa affatto di SCEGLIERE degli spazi confortevoli o delle zone garantite Quanto alla sicurezza e alla Prosperità Economica.

Il tempo liturgico dell’Avvento sta per concludersi e,, come la secolare attesa del Messia Salvatore si è compiuta in Quella “Pienezza dei tempi” Quando l’intera Creazione Dio vide scendere tra gli uomini in forma umana Nella persona di Gesù di Nazareth, nato da Maria, così oggi, in prossimità del Natale, la liturgia eucaristica presenta alla nostra riflessione proprio la figura di questa Madre, La fanciulla di Nazareth, la Vergine Che dell’Angelo credette alle parole, accolse le Qualifiche Erano: parole di Dio, obbedì UNO cura di, con umiltà e fede.


Maria è tutta lì: in quel “Si” incondizionato e ininterrotto.


Non molto tempo prima la fanciulla di Nazareth Aveva ascoltato quell’insolito annuncio, quelle sconvolgenti parole Che la dicevano: “piena di grazia …”, E Mentre lei, turbata, si interrogava sul significato di quel saluto, l’Angelo dicendole continuo : “Non temere, Maria, tu hai trovato grazia presso Dio.

 

Ecco, concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli Sarà grande e Sara CHIAMATO Figlio dell’Altissimo ….. Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra … “(Lc 1,28-35).


Parole Che giungevano Erano a Lei, piccola figlia di Israele, da parte di Dio, l’Altissimo Che Voleva associarla al Suo progetto di salvezza, un Progetto Grande Che Aveva dell’incredibile, una proposta Che non rientrava NEGLI schemi della logica umana; Eppure , Maria Rispose dell’amore con l’immediatezza e la semplicità della Fede: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me come tu hai detto.” (Lc 1,38), e da quel momento Prese vita in lei il Figlio di Dio.


Fu nell’esultanza di quel dono, Che la trasformava radicalmente, lei che, promessa sposa uno Giuseppe, incurante di tutto, Mossa Dallo Spirito di Dio e dall’amore, si reco presso la casa di Zaccaria, per servire sua cugina Elisabetta che, Illuminata colse Dallo Spirito, Nella Giovane, La presenza operante di Ogni CUI esclamò con parole profetiche: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo, grembo Dio!

 

A che debbo Che la madre del mio Signore venga a me? “. Beata Benedetta e, dunque, Maria di Nazaret, la Madre del Figlio di Dio, Che in lei si fece carne come ogni altro figlio d’uomo, Benedetta, la dice Elisabetta, Benedetta e la diciamo noi ancora, ripetendo Dopo causa Millenni la preghiera mariana più antica.


Benedetta: una parola che, nel Concetto della Bibbia, come la cultura dell’epoca Nelle DELL’ANTICO ORIENTE E STRETTAMENTE Legata alla fecondità, in modo particolare, in Israele, dove Ogni donna avvertiva la Benedizione della propria persona, e del proprio corpo in particolare, come segno della Presenza operante dell’Altissimo, Che Aveva promesso di Inviare il Messia Liberatore; Percio La Era Benedizione Legata ad Un’attesa molto viva Che anche la fanciulla di Nazareth portava e coltivava nel cuore, lei, Che un giorno, SAREBBE Chiamata Stata uno cooperare alla realizzazione della promessa, divenendo così la benedetta tra tutte le donne: la Madre del Cristo Redentore.


E Benedizione Beatitudine appartengono in modo speciale a Maria, la donna della “Pienezza dei tempi”, la madre già annunciata Dagli antichi profeti, come leggiamo oggi Nella prima lettura, dal Tratta Profeta Michéa, Che così recita: “E tu, Betlemme di Efrata così piccola per Essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscira colui Che DEVE Essere il dominatore in Israele; Le sue origini sono Dall’antichità, dai giorni più remoti.

 

Percio Dio li mettera in potere Altrui fino a quando colei Che partorirà DEVE partorire, e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele “.


Questo stesso oracolo risuonerà, un giorno, Nella Reggia di Erode, Quando i Magi si recarono da lui Per avere un’indicazione sulla via da Seguire Sicura, per quel RAGGIUNGERE Re, da poco nato, e indicato da una stella (Mt 2,6 ), allora il ricordo dell’antica profezia creò grande sgomento nel Sovrano, dispotico e violento, ad ordinare Che Giunse Che Quella, Storicamente, conosciamo come “Strage degli Innocenti”, pur di non cedere il potere ad un altro Sovrano.

 

Ma non fu certo la malvagità di un uomo a Modificare la Storia e ad annullare il progetto salvifico di Dio; profezia Quella, infatti, si era ormai è realizzata il messaggio di speranza Che essa conteneva definitivamente apriva un nuovo orizzonte agli ultimi, ai poveri, UNO DE quanti, uomini e donne di Buona Volontà, cercano giustizia, pace e verità, cercano salvezza sicura e piena.


Di questa speranza nuova Maria nell’esultanza del cuore Aveva profetizzato, nell’incontro con Elisabetta, Quando disse quelle parole Che, ancora la Chiesa Ogni giorno ripete, e cioè Che Dio guarda all’umiltà dei Suoi servi, guarda agli uomini, Che sono suoi figli, con amore, guarda, e interviene uno Loro ti prego, innalzando gli umili, ricolmando di beni gli affamati, schierandosi Dalla parte degli ultimi e degli oppressi e riversando su tutti la sua misericordia (Lc 1,47-54) Quale della , Il segno più grande è l’Incarnazione del Figlio, fattosi uomo nel grembo della Vergine Maria.


Di Lui, il figlio di Quella Madre Vergine, icona di fede e di obbedienza, nel passo della Lettera agli Ebrei leggiamo queste parole Rivolte al Padre: “Non hai voluto e non hai gradito Né sacrifici Né offerte, la NATO olocausti Né sacrifici per il Peccato – recita il testo – Ed ecco, io vengo per fare la tua Volontà “. Ed è appunto per Volontà Quella che noi Siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.


Gesù, dono del Padre, è anche dono di Maria, ed Egli Oggi, alla vigila della Celebrazione del Suo Natale, ci ripete ancora: “Ecco, io vengo!”; Viene, il Signore, velato dal Mistero, Viene per offrirci ancora la sua salvezza; accoglienza Viene E Attende da Ognuno, Fede e semplice sequela, umile e amorosa, come fu di sua Madre, Che è anche la nostra Madre dono del Figlio morente, E che ci affianca Percio della E ci sostiene nel cammino non sempre facile Fede, fino a quel natale Eterno Che sarà, un giorno, il nostro Natale alla Pienezza di vita in Dio.

Anche con la realizzazione Di queste profezie in Gesù, la dinamica e le caratteristiche dell’attesa di Israele sono sempre vive e attuali anche per noi cristiani, SIA nel contesto storico nel Quale ci troviamo a vivere, SIA per le diverse SITUAZIONI Che riguardano la nostra Esistenza individuale.

Ogni promessa profetica, dentro e fuori Israele, è per noi compiuta!

Ma è un compimento Che sta avvenendo, una promessa Che si sta ancora realizzando … Nella Celebrazione dell’Eucaristia Anzitutto, Ma soprattutto nell’azione dello Spirito Che fa “lievitare” Tutta la storia come Regno di Dio.

Elisabetta abbracciando Maria sente Nella sua carne il sussulto del futuro e, Colma di gioia, della Benedizione scioglie il canto: «A che cosa devo Che la madre del mio Signore venga a me? Ecco … Il bambino ha sussultato di gioia nel mio ventre »(Lc 1,43-44).

Natale è alle porte e la gioia della promessa è un sussulto Nella carne della storia, è un grido di speranza per Coloro Che aspettano il parto definitivo.

I cristiani sono uno Chiamati portare avanti il disegno di Dio, iniziato con l’elezione del popolo ebraico come popolo di Dio.

Noi non ci consideriamo come dovremmo Popolo.

La storia si cambia Quando un popolo PRENDE coscienza di Essere popolo di conformandosi uno Gesù, diventa Dio Che “Volontà di Dio”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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III Domenica del Tempo di Avvento

13 Dicembre 2009

  COMMENTO DI

fr. Carlo Serri

Prima lettura

(Sof 3, 14 – 18)

 

Prima lettura

Sof 3,14-18
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.

 

Dal libro del profeta Sofonìa

Rallègrati, figlia di Sion,
Grida di gioia, Israele,
esulta con acclamazione e tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
Tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà uno Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
Potente delle Nazioni Unite e Salvatore.
GIOIRA per te,
amore ti rinnoverà con il Suo,
esulterà per te con grida di gioia ».

Parola di Dio

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 II Domenica del Tempo di Avvento

3 Dicembre 2009

  COMMENTO DI TEOFORO

Prima lettura

(Bar 5: 1 – 9)

 

 

 

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 I Domenica del Tempo di Avvento

29 Novembre 2009

  COMMENTO DI TEOFORO

 

 

 

 

 

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Prima lettura

(Sof 3, 14 – 18)

 

II della Domenica del Tempo Ordinario

(Gv 1,1-18).

 

 

II Domenica Dopo Natale anno C
(Gv 1,1-18)
di P. Carlo Serri Francescano 
 

 

(ANNO C)

7 Febbraio 2010

  COMMENTO DI

TEOFORO

Carmelitano

Prima lettura

Dal libro del Profeta Isaia

 

salmo responsorialeultima modifica: 2009-11-28T19:54:00+01:00da annuncio1
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